Piero Didio
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Il Quotidiano della Basilicata

Aprile 2013

di Maria Andriulli

 

Dopo l'esordio, circa un anno fa, con il libro "I tuoni di Monte Cupo", Piero Didio, scrittore di Montescaglioso, ha presentato al pubblico la sua ultima fatica letteraria dal titolo MAGNIFICAT, edito da Youcanprint. A presentare il libro, nella sala capitolare dell'abbazia di Montescaglioso, oltre all'autore, il giornalista Michele Marchitelli, il sindaco Giuseppe Silvaggi e l'assessore alla cultura Maddalena Ditaranto. la lettura di un brano del romanzo a cura di Claudio Didio della Futura Compagnia senz'Arte, ha fatto rivivere una figura storica della comunità montese: don Liborio Palazzo. Magnificat è una evoluzione del primo libro di Didio; un romanzo atipico poiché non rispetta la tradizione classica non avendo un personaggio principale. Ambientato tra il 1949 e il 1950, Magnificat si innesta al precedente romanzo ereditandone l'ambientazione socio-economica, la collocazione territoriale ed un personaggio, ovvero Luigino Giudice. Il racconto ruota intorno alle lotte contadine, agli scontri con le forze dell'ordine ed ai drammatici eventi che ne conseguirono facendo trasparire sempre però la bellezza dei luoghi e la forza interiore dei personaggi. Chiarezza nella scrittura, giusto accostamento tra storia e fantasia, intensa musicalità e momenti storici che diventano spiritualità, questi gli elementi del libro e le peculiarità della scrittura di Didio secondo il giornalista Miche Marchitelli. Il sindaco Silvaggi, sottolineando la facile e piacevole lettura del romanzo, si è detto particolarmente felice di aver ritrovato tanti personaggi da lui conosciuti in passato. L'assessore Ditaranto ha, invece, sottolineato che la lettura del romanzo offre lo spunto per un dipinto di personaggi che rivelano il carattere della comunità montese. Un libro che fa emergere lo spirito della comunità, filo conduttore della storia dei personaggi. Didio si è definito un "contastorie", dichiarando di essersi ispirato semplicemente alla memoria, al ricordo alla storia, alla gente. Ha precisato di aver voluto spersonalizzare il grave fatto di cronaca descritto nel libro, chiaramente riferito all'uccisione di Giuseppe Novello durante l'occupazione delle terre nel 1949, al fine di proteggere le persone realmente coinvolte, dando risalto invece al fatto.

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© Piero Didio