Piero Didio
Piero Didio

Informazioni

Il mio sito web

Sul mio nuovo sito avrete modo di conoscere me e i miei hobby.

Elogio della Follia

di Erasmo da Rotterdam

"Dire la verità senza offendere nessuno è privilegio dei folli".
Il meraviglioso libro di Erasmo da Rotterdam "Elogio della follia" si potrebbe riassumere in questo modo. L'elogio della follia è un libro scritto oltre 500 anni fa, ma si rivela di una attualità sorprendente. Fu scritto in una settimana e dedicato al suo amico (in un primo tempo) Tommaso Moro.
In pratica nel libro parla la Follia, in prima persona, a un presunto pubblico di uomini colti, proprio quegli uomini che ridicolizza nel suo "elogio". Erasmo da Rotterdam (1466 - 1536), teologo e filosofo, nel suo saggio ne ha praticamente per tutte le categorie "intellettuali" dell'epoca, principalmente proprio con filosofi e teologi, categorie a cui lo stesso apparteneva. Ricorrendo all'espediente di usare un linguaggio da burla bastona praticamente tutti, d'altronde a parlare è la Follia, figlia di Pluto, dio della ricchezza, e della ninfa Noetete, la giovinezza.
DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE

 

Un passo significativo del libro:

"Se uno tentasse di strappare la maschera agli attori che sulla scena rappresentano un dramma, mostrando nuda agli spettatori la loro faccia autentica, forse che costui non rovinerebbe lo spettacolo meritando di essere preso da tutti a sassate e cacciato dal teatro come un forsennato? Di colpo tutto muterebbe aspetto: al posto di una donna un uomo; al posto di un giovane, un vecchio; chi poc'anzi era un re, d'improvviso diventerebbe uno schiavo; chi era un dio, ad un tratto apparirebbe un uomo da nulla. Ma dissipare l'illusione significa togliere senso all'intero dramma. A tenere avvinti gli sguardi degli spettatori è proprio la finzione, il trucco. L'intera vita umana non è altro che un spettacolo in cui, chi con una maschera, chi con un'altra, ognuno recita la propria parte finché, a un cenno del capocomico, abbandona la scena. Costui, tuttavia, spesso lo fa recitare in parti diverse, in modo che chi prima si presentava come un re ammantato di porpora, compare poi nei cenci di un povero schiavo. Certo, sono tutte cose immaginarie; ma la commedia umana non consente altro svolgimento".

 

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Piero Didio